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1934, Bundesform

1934, Bundesform

Germania 1934 R = 8,7 cm. P = 4,4 cm. Acero

Provenienza Asta Ebay.

 Al progetto, ispirato al design Bauhaus, lavorò personalmente Erhardt Post, presidente della federazione scacchistica tedesca, la Grossdeutscher Schachbund (GSB). L’idea fu quella di una produzione di massa di pezzi in legno a basso costo, durevoli e pratici. Il set, diffuso in tutti i circoli tedeschi, venne prodotto a Erzgebirge dal 1934 fino al 1990. In preparazione delle Olimpiadi di Monaco del 1936 i nazisti vollero creare due anni prima un nuovo set “federale” per rifiutare i set Staunton della “traditrice Albione” e in uso dal 1924 dalla nascita della FIDE.
Questi set furono utilizzati a lungo nei circoli scacchistici tedeschi anche dopo la guerra mondiale. Tuttavia non si sa chi li abbia disegnati.

Scacchi eterodossi Tak-Tik del 1941

Nel 1940 i nazionalsocialisti idearono dei loro scacchi, Wehr-Schach o anche Tak-Tik (Tattica), gioco militare in bachelite e vetro con aquile imperiali, cannoni, bombe carri armati. Scacchiera di 11 caselle, 18 pezzi e regole proprie. (La mania degli scacchi eterodossi raggiunse l’apice nel Settecento con l’opera Il Giuoco della Guerra, apparsa nel 1793, dell’avvocato genovese Francesco Giacometti. In essa viene descritto un gioco modificato degli scacchi ad uso dei militari, con tanto di pezzi denominati Generali, Cannoni, Mortai e Fortezze al posto dei pezzi classici  (da scacchi64.com).
Sugli scacchi eterodossi vedi anche 1939 il gioco reale italiano degli scacchi “La Battaglia”

Scacchi Italia autarchici del 1935

Anche l’Italia fascista, per non essere da meno, nel 1935 presentò sul fascicolo di marzo de L’Italia Scacchistica un set autarchico a firma del fiorentino Guido Angelo Salvetti.

Vale la pena ricordare un episodio del 1939 in cui Antonio Sacconi (1895 – 1968), dirigente dell’Accademia Scacchistica Romana, il più antico circolo italiano nato nel 1819, schiaffeggiò un gerarca fascista il quale, entrando nella sede dell’Accademia in piazza Colonna, ove si svolgevano le partite del Campionato italiano, definì gli scacchi “un gioco da femmine”   L’Opera Nazionale Dopolavoro sospese Sacconi da tutte le competizioni sportive. Poté riprendere l’attività agonistica soltanto nel 1946 vincendo il Torneo Magistrale di Roma. Anche il Circolo romano fu sanzionato dal regime: privato della sua sede, poté riaverla solo nel dopoguerra.

Il russo-francese Alexander Alekhine (1892-1946), fu il quarto Campione del mondo di scacchi nel 1927 sconfiggendo Raul Capablanca, titolo che mantenne fino al 1935, sconfitto da Max Euwe, e poi dal 1937 al 1946 quando morì in Portogallo.

Nel 1934  Alexandr Alekhine vinse il Campionato del mondo di scacchi contro Efim Bogoljubov.  Alle vicende umane e scacchistiche di Alekine si è ispirato il romanzo Il giocatore di scacchi di Julio Castedo (Booket, 2017)  e nello stesso anno, il film di Luis Oliveros.

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