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1941 Ajax Chessmen

1941 Ajax Chessmen

1941 Scacchi dell'M19 inglese per i soldati prigionieri, cartone pressato, dischi 18 mm

Questo set prodotto nel 1941 da Adam Brothers & Shardlow Ltd. consiste di un tubo in cartone chiuso da un coperchio. Un’etichetta riporta: “Scacchi Ajax. Un sostituto di guerra per gli uomini in servizio militare”; due sezioni della scacchiera arrotolate; 16 dischi neri in cartone pressato disegnati su un lato con l’immagine di un pezzo di scacchi tradizionale, e 16 dischi bianchi disegnati su un lato. Il kit fu progettato dai Servizi britannici (M19) e inviato ai prigionieri di guerra da finti indirizzi e false organizzazioni londinesi per favorire la loro fuga. Mappe, compassi, istruzioni e altri strumenti utili venivano nascosti dentro il cartone. La scritta stessa sul tubo era un codice. Se, ad esempio, sull’etichetta vi era la frase “Patent applied for” seguita da un grosso punto, significava che il kit conteneva aiuti per la fuga. Una dedica scritta a mano (Tre baci nel messaggio ‘Many happy hours, all my love Dorothy xxx‘  scritto sul tubo) poteva alludere al posto dove era nascosto un compasso. Mappe di seta erano nascoste nel cartone del tubo. L’uso del nome Ajax, Aiace, alludeva al “Cavallo di Troia” e al detto “attenti ai greci che portano doni”.
Grazie al kit, si stima siano riusciti a fuggire dal castello tedesco di Colditz 316 prigionieri, tutti ufficiali alleati ripetutamente evasi da altre prigioni. I dischi hanno una circonferenza di 18 mm.
Anche la Jacques & Sons, produttrice degli Staunton, riscostruita dopo il bombardamento del 1940 in cui andarono distrutti gran parte dei disegni dei set, fu contattata da servizi segreti per avere suggerimenti su come celare messaggi  nei pacchi con i giochi inviati dalla Croce Rossa ai militari.

Pure Napoleone prigioniero nell’isola di Sant’Elena (1815 – 1821) ricevette in dono un set in avorio e madreperla nel quale erano celati messaggi per la sua liberazione. Napoleone non venne mai a saperlo in quanto l’ufficiale che doveva consegnargli gli scacchi morì durante il viaggio senza potere quindi rivelargli il segreto. Il fatto venne scoperto nel 1933 in occasione di un’esposizione di cimeli napoleonici ad Austerlitz.  (Nell’incisione Napoleone e il generale Bertrand giocano a scacchi a Sant’Elena).

Scacchi di un prigioniero di guerra in Russai realizzati solo con una lama tratta dal manico di un cucchiaio (Dal libro di Ruggero Quintavalle, Un soldato racconta, Athena 1960)

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