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1965, Marcel Duchamp – Joueur d’échec

1965, Marcel Duchamp – Joueur d’échec

Joeur d'échec

Man Ray gioca con gli scacchi da lui ideati con Marcel Duchamp

Scacchiera in legno cm 70 x70, pezzo unico. Asta Christie's 4 novembre 2013 a New York, $ 2.150.000

Il set che Duchamp disegnò nel 1919 e scolpito a mano a Buenos Aires.

Per Marcel Duchamp gli scacchi “sono l’alfabeto che plasma i pensieri, e questi pensieri esprimono la bellezza astrattamente […] Sono arrivato alla conclusione personale che mentre non tutti gli artisti sono giocatori di scacchi, tutti i giocatori di scacchi sono artisti. […] C’è un fine mentale implicito quando si guarda l’ordine dei pezzi sulla scacchiera. La trasformazione dell’aspetto visivo in materia grigia è una cosa che avviene sempre negli scacchi e che dovrebbe avvenire nell’arte”.
Leggi anche: Una foto passata alla storia: Eva Babitz e Marcel Duchamp

L’opera
Titolo: Joueur d’échec
Artista: Marcel Duchamp (Bainville-Crevon, 28 luglio1887- Neuilly-sur- Sieine 2 ottobre 1968)
Anno di realizzazione 1965
Tecnica: Acquaforte
Edizione 25/50
Dimensioni cm 50,7 x 65,5
Firmato e datato con dedica a Robert Motherwell
Provenienza: Asta Artcurial (Parigi) il 29/05/18 lotto 169
Riprodotto a pagina 113 del catalogo dell’asta
Appunti: Opera codificata nel catalogo generale di Marcel Duchamp: The complete works of Marcel Duchamp di Arturo Schwarz 1970 pag. 621
In collezione da Giugno 2018

“La scacchiera in Duchamp è il campo della norma situato trasversalmente tra l’Io e il mondo, è il silenzio regolato dalle contromosse dell’avversario. Perché non è possibile un contatto nudo, senza diaframmi, con la realtà. […] La scacchiera è dunque lo spazio esemplare entro cui avviene l’esistenza, la conoscenza, il riconoscimento. […] Cartesianamente Duchamp oppone alle forze cieche della natura la delicata scacchiera dell’intelligenza, modulata sulla lucidità e sul dominio della conoscenza. Egli ne specifica l’ambito (la partita) e il contesto (il sistema dell’arte)”  Achille Bonito Oliva, L’ideologia del traditore

Marcel Duchamp
E’ stato un pittore, scultore e scacchista francese naturalizzato statunitense nel 1955.Considerato fra i più importanti e influenti artisti del XX secolo, nella sua lunga attività si occupò di pittura (attraversando le correnti del fauvismo e del cubismo), fu animatore del dadaismo e del surrealismo, e diede poi inizio all’arte concettuale, ideando il readymade e l’assemblaggio. Considerato fra i più importanti e influenti artisti del XX secolo.
Il poeta messicano Octavio Paz ha riassunto efficacemente l’essenza dell’attività di Duchamp: “le tele di Duchamp non raggiungono la cinquantina e furono eseguite in meno di dieci anni: infatti abbandonò la pittura propriamente detta quando aveva appena venticinque anni. Certo, continuò “a dipingere”, ma tutto quello che fece a partire dal 1913 si inserisce nel suo tentativo di sostituire la “pittura-pittura” con la “pittura-idea”. Questa negazione della pittura che egli chiama olfattiva e retinica (puramente visiva) fu l’inizio della sua vera opera. Un’opera senza opere: non ci sono quadri se non il Grande Vetro (il grande ritardo), i readymades, alcuni gesti e un lungo silenzio”. La decisione è, apparentemente, radicale: a partire dal 1923 abbandona le arti figurative per dedicarsi agli scacchi, in realtà Duchamp continua a praticare il pensiero, ma, diciamo così, allo stato puro, svincolato da qualunque fine espressivo o rappresentativo (“retinico” secondo una sua nota formulazione)  con indefettibile coerenza egli continua la propria ricerca intellettuale, da qui la celebre frase da lui coniata.  “Sono giunto alla conclusione che non tutti gli artisti sono scacchisti, ma che tutti gli scacchisti sono artisti.”.
Ma non tutti la pensano come Octavio Paz, per esempio la scrittrice Paola Tassinari in un opinabile articolo tratto dal web “Il forum di Teodorica” così descrive il rapporto tra l’artista e gli scacchi: “Marcel Duchamp il famoso artista francese esponente del movimento dadaista ed ironico dissacratore non solo dell’arte ma di tutto il vivere, utilizzò molto spesso il tema degli scacchi nelle sue opere in quanto era anche un accanito giocatore… Grande appassionato del gioco degli scacchi, partecipò non solo ai campionati francesi ma anche alle Olimpiadi. Un giornale dell’epoca dava la notizia della sua vittoria in un campionato regionale nel 1924… La sua ossessione per gli scacchi divenne sempre più forte col passare degli anni, al punto da rasentare la follia, al punto di lasciare la moglie per gli scacchi. Riguardo al suo matrimonio Man Ray, artista surrealista e amico suo scrisse: “Duchamp passò la maggior parte della settimana del viaggio di nozze a studiare problemi di scacchi, e sua moglie per la disperazione si vendicò alzandosi una notte mentre egli dormiva e incollò tutti i pezzi alla scacchiera. Divorziarono tre mesi dopo”…

Le quotazioni di Marcel Duchamp
Duchamp ha sempre avuto, ma in questi anni in particolare, delle quotazioni da capogiro nelle aste di tutto il mondo soprattutto con i suoi readymade. Per quanto concerne gli scacchi l’opera Chessboard  una scacchiera in legno di cm 70 per lato (vedi foto a lato), è stata battuta all’asta a New York, da Christie’s il 4 novembre 2013 alla modica cifra di $ 2.150.000 più diritti d’asta che portano la cifra totale a 2.573.000 dollari.

Elenco parziale del coinvolgimento di Duchamp negli scacchi (fino al 1940):
Campionato francese a Nizza, 1925
Campionato francese a Chamonix, 1927
Campionato di Parigi, 1927
1928 Olimpiadi di scacchi all’Aia
Campionato francese a Parigi, 1928
Paris Team Cup, 1929
International Master Tournament, Parigi, 1929
International Tournament, Nice 1930
International Tournament, Paris 1930
1930 Olimpiade di scacchi ad Amburgo
1933 5a Olimpiade di scacchi a Folkstone

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