CLOSE
Back To Top

1975, Giulio Paolini – Locus solus

1975, Giulio Paolini – Locus solus

Locus Solus

Raymond Roussel è il personaggio raffigurato nell'opera Locus Solus di Giulio Paolini

Giulio Paolini

L’Opera
Titolo: Locus Solus
Artista: Giulio Paolini (Genova 5 novembre 1940)
Anno di realizzazione 1975
Tecnica: serigrafia su legno
Edizione 44/64
Dimensioni cm 36 x 36
Firma su punzonatura nel retro
Provenienza: Global Art Trading S.a.s. – Biella
Autentica su fotografia firmata dall’Artista in data 18 Novembre 2014
In collezione da Novembre 2014

Giulio Paolini
“Dalla sua prima partecipazione a un’esposizione collettiva nel 1961 e dalla sua prima personale nel 1964 ha tenuto innumerevoli mostre in gallerie e musei di tutto il mondo…
Grafico di formazione, ha sempre nutrito un particolare interesse per il campo editoriale e la pagina scritta. Fin dall’inizio ha accompagnato la sua ricerca artistica con riflessioni raccolte in libri curati in prima persona… (Tratto dal sito Fondazionepaolini.it ).

Nota sulla ricerca artistica di Giulio Paolini
Dalla sua prima opera, Disegno geometrico (1960), realizzata a soli vent’anni, Giulio Paolini ha sviluppato la propria ricerca indagando gli elementi costitutivi del quadro, lo spazio della rappresentazione, il fenomeno del vedere e la figura dell’autore. Nel corso del tempo la focalizzazione sull’opera considerata nel suo divenire – alla ricerca della propria possibilità di definizione – lo ha portato a concentrare l’attenzione in misura crescente sul gesto dell’esposizione, fino a mettere in gioco la legittimità o necessità di questo stesso mostrarsi.
I suoi lavori non hanno “nulla da dichiarare”: non vogliono comunicare alcunché, per limitarsi a evocare le premesse del loro manifestarsi. Costituiti principalmente da tele bianche, fogli da disegno, calchi in gesso, riproduzioni fotografiche, volumi in plexiglas e da un vasto repertorio di elementi iconografici (da particolari di dipinti antichi a frammenti di visioni siderali), mettono in scena l’attesa di un’immagine che elude ogni tentativo di fissazione, per rimanere sospesa nella dimensione potenziale. Il costante rinvio del momento della rivelazione lascia spazio all’interrogazione della rappresentazione come tale: all’impalcatura che la annuncia, al catalogo di ipotesi che la precede e al mistero che la preclude allo sguardo immediato.Il rifiuto di una posizione assertiva corrisponde all’abbandono da parte dell’autore di un ruolo attivo e costruttivo: anziché attore in scena, preferisce restare anonimo e confondersi tra il pubblico, assumendo le vesti dello spettatore complice, seduto in platea ad aspettare l’inizio della rappresentazione. Da “attore” protagonista, si fa semplice “latore”: l’opera gli preesiste e lo supera, a lui non resta che accoglierla, darle ospitalità. Frequenti sono così le controfigure anonime e silenziose, che osservano o tengono davanti a sé un quadro, rispecchiando lo sguardo dello spettatore di fronte all’opera. In altri casi sono le tracce dell’autore uscito di scena a testimoniare del suo “esilio” dal campo dell’azione: cappelli a cilindro, scarpe e altri attributi dell’abito da cerimonia dell’artefice… “Tratto da una nota sull’artista. di Maddalena Disch, sito fondazionepaolini.it

Il personaggio rappresentato nell’opera è Raymond Roussel  (Parigi, 20 gennaio 1877 – Palermo, 14 luglio 1933)  è stato uno scrittore, drammaturgo e poeta francese. Roussel è considerato uno dei padri spirituali della Patafisica, della letteratura potenziale e della letteratura combinatoria. Locus Solus, uscito nel 1914, è l’opera più conosciuta di Roussel. Nel 1922 venne rappresentata a teatro: la reazione del pubblico fu furibonda, similmente a ciò che accadeva per le rappresentazioni degli avanguardisti. (Wikipedia)

 

Info_