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Italia XIX sec. piemontesi

Italia XIX sec. piemontesi

Piemonte fine XIX sec.

Il primo set, completo, acquisito l'1 giugno 2022. Il secondo set, incompleto, da Asta Ebay R = 5,5 cm. P =2,5 cm. Legno Settembre 2018.

Per lo schieramento in campo chiaro spesso venivano utilizzati legni leggeri e poveri quali l’abete o la betulla, talvolta più pregiati. Per i pezzi in campo scuro il bosso, trattato con mordenti per la colorazione. Bibliografia: De Angelis, Massimiliano, Antichi Scacchi Italiani.

Gli scacchi piemontesi erano contenuti in una scatola in legno rotonda

Italia, XVIII-XIX sec. R = 14,5 cm - Legno

Italia, 1790 ca. R = 10 cm Avorio

Farfalle contro le notturne falene. Foto da Dean, George Chess Masterpieces, New York, Abrams.

Italia, metà XVIII sec. corallo e avorio, vita marina.

Disegni dal Libro nel quale si tratta della maniera di giuocar’ à scacchi, di Horazio Gianuzio della Manzia, edito a Torino presso Antonio de’ Bianchi nel 1597. In senso orario Re, Donna o Regina (Il miglior scacco e il più nobile del tavoliero), Alfiero, ovvero Delfino, che vuol dire Principe, Cavallo, Rocco e Pedina. Il testo digitalizzato si può leggere o scaricare a questo indirizzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1450 ca, Baldassarre Embriachi, Firenze. Set al tornio presso l’Ashmolean Museum di Oxford, GB.

 

 

 

 

 

 

 

1380 scacchiera veneziana presso il Kunthistorishe Museum di Vienna.

 

XI sec. Amalfi, Scacchi di Carlo Magno. Rinvenuti due re, due regine, tre elefanti, quattro cavalli, tre carri, un pedone. La Regina sostituisce il Vizir nella scacchiera, come negli scacchi di Lewis.

 

I più antichi scacchi rinvenuti in Italia sono i pezzi di Venafro (Isernia), scoperti nel 1932. La radiodatazione li colloca tra 885 e 1017 d. C.
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Pietro DAMIANI (1007-1072), cardinale di Ostia, scrisse una lettera (Epistola X, libro I) contro il gioco al Papa Alessandro II e all’arcidiacono Ildebrando Aldobrandeschi. Chiedeva di proibire il gioco al clero e di punire il vescovo di Firenze che giocava a scacchi per tutta la notte […]. .Il Papa proibì i trattati scacchistici che vennero inseriti nell’Index Librorum Prohibitorum.
(Da Ruggerini, Claudio – Gli scacchi in Europa: Nota bibliografica dalle origini al secolo XVIII)

In Piemonte c’è un codice datato 960-1001 dove si parla chiaramente di scacchi, in Sicilia una pittura del 1143 e in Emilia Romagna un mosaico pavimentale del XII secolo. il codice di Ivrea diventa il più antico documento cartaceo italiano sul gioco degli Scacchi (Shatranj) essendo sicuramente di gran lunga più antico della famosa lettera che il cardinale di Ostia Pier Damiani scrisse nel 1061 al papa Alessandro II. (Roberto Cassano)

Leggi anche:

Gli scacchi in Italia da Damiano a Ponziani (estratti)

Gli scacchi piemontesi con cui giocava il grande violinista Niccolò Paganini (1782 – 1840) conservati a Palazzo Rosso, Genova.

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